Mobile civic engagement: alcuni esempi attivi

Sono ormai diverse le iniziative che integrano applicazioni mobili, GIS e Web per responsabilizzare i cittadini nella gestione del territorio (molti parlano di un circolo virtuoso in cui i dati sono a disposizione di tutti e i cittadini collaborano direttamente col personale delle pubbliche amministrazioni che vengono a loro volta responsabilizzati). Si tratta principalmente di società commerciali che, per ora, offrono i servizi, o almeno una parte, gratuitamente (il modello economico sembra “freemium”).

http://www.citysourced.com/default.aspx

Citysourced dalla California si sta diffondendo in tutti gli USA. Mediante una applicazione mobile, per iPhone, Android e Blackberry, è possibile in qualsiasi momento denunciare con una foto quello che non va in città, dalle buche in strada ai rifiuti abbandonati. La segnalazione viene automaticamente georeferenziata e inviata all’ufficio di competenza. Il cittadino può anche seguire gli sviluppi della propria denuncia per vedere se il problema è stato risolto o meno. Da un lato tutti gli abitanti possono riportare un problema con estrema facilità, dall’altro gli uffici competenti possono rispondere con più efficienza e e sono stimolati a farlo con tempestività. Sono disponibili delle semplici API documentate.

http://www.seeclickfix.com/citizens

SeeClickFix, (vedi, clicca, ripara) offre tre diverse licenze a pagamento, di nuovo una applicazione mobile, per iPhone, Android e Blackberry ma sembra interessante la widget per siti Web. Sembra molto meno usato ma le intenzioni sono le stesse:”il cittadino che vede le proprie denunce risolte si sente molto più legato alla sua comunità ed è dunque più propenso a esporne i problemi. E’ un meccanismo che si autoalimenta”. E se l’amministrazione si dovesse girare dall’altra parte? Per far fronte a questa eventualità, diversi strumenti chiamano in causa la funzione watchdog dei media: giornali, radio e televisioni locali ricevono a loro volta le segnalazioni fatte dagli utenti, così da poter dare maggiore visibilità alle situazioni di incuria e degrado.

http://www.cityofboston.gov/doit/apps/citizensconnect.asp

Citizensconnect a Boston si propone si propone esplicitamente come strumento di partecipazione, per indurre la popolazione a rendere più belli i quartieri, curandosi non solo delle emergenze o di ciò che accade nella propria casa. Si basa su connectedbits.com, con app per Android e iPhone.


http://www.fixmystreet.com/

Fixmystreet nel Regno Unito, senza app mobile ma basato solo su Web, vanta una media di oltre mille denunce a settimana, quattrocento delle quali approdano a una risoluzione.


http://neatstreets.com.au/

Neat Streets è l’equivalente australiano, con app per iPhone, Android e Blackberry, per ogni problema emerso vorrebbe riportare come e quando gli uffici competenti intendono risolverlo.


http://www.markaspot.de/en

La tedesca Mark a Spot , si propone come piattaforma di partecipazione (ad es. offre la possibilità di segnalare barriere architettoniche per i disabili). Sviluppata con Cake.php (deve essere presente sul server) ne offre una versione ridotta gratuitamente con licenza GPL.


http://www.voiceyourview.com/site/content_home.php

Da citare anche un progetto di ricerca che coinvolge molte università in UK finalizzato a mettere in condizione ogni cittadino di esprimere le proprie impressioni sull’ambiente che lo circonda, contribuendo alla costruzione di “mappe del timore” che possono poi essere usate dall’amministrazione per apportare migliorie. In generale l’obiettivo è di superare le tradizionali procedure di partecipazione che vedono la partecipazione di poche persone in poche occasioni e rendere la partecipazione alla costruzione e gestione del proprio ambiente un processo permanente e generale.

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